Intervista a Milena Gabanelli ( pubblicata su ‘Il Futurista’ del 2 settembre 2011)

Il giornalismo, quello vero? Niente padroni né ideologie
Report, la buona informazione e il gusto di non essere sudditi.

di Mariagloria Fontana
Ci aveva promesso un’intervista non appena si fosse risolta la questione della copertura legale di ‘Report’, la trasmissione di raitre di cui è autrice e conduttrice, e così è stato. Coerenza ed essenzialità sono due qualità che caratterizzano Milena Gabanelli. Laureata in storia del cinema, ha esordito nel giornalismo televisivo con Giovanni Minoli come inviata di guerra nelle zone calde del mondo e si è subito distinta per coraggio, etica, rigore e serietà professionale, Con ‘Report’ ha varcato il confine del giornalismo d’inchiesta e ha portato nella tv italiana una ventata di novità nel metodo e nel linguaggio. Della sua vita privata si sa pochissimo o nulla. D’altronde, Milena Gabanelli è concisa, schietta così come appare, senza orpelli, senza fronzoli. Non si compiace dei traguardi raggiunti, anzi, non guarda mai indietro. Perennemente impegnata nella battaglia che vede i diritti civili in prima linea, dalle fila del conflitto serbo-croato a ‘Report’, Milena Gabanelli, si racconta.

È soddisfatta di come si è risolta la questione della tutela legale di ‘Report’?
Per quel che riguarda la sottoscritta certamente sì, nel contenuto, ma non nella forma . Avere mezza azienda contro non mi rallegra. Spero che a breve si risolva anche la questione che riguarda i miei collaboratori.
Per quanto concerne la Rai non è, invece, conclusa la faccenda che riguarda il suo contratto?
Non ancora. Stiamo discutendo alcuni aspetti dell’esclusiva.

La puntata di Report su Tremonti, la scorsa stagione, suscitò le critiche del Ministro , azionista di maggioranza della Rai, che si rivolse all’Agcom facendo un esposto e voi foste costretti a mandare in onda una puntata ‘riparatoria’. Dopo la richiesta di arresto per il deputato Marco Milanese per corruzione,associazione per delinquere, rivelazione di segreto d’ufficio e la storia della sua casa romana che lui pagava e che però era abitata dal Ministro, che considerazioni fa a posteriori?
Come tributarista credo sia il migliore su piazza, lo sanno bene tanti illustri professionisti e imprenditori clienti del suo ex-studio. Non ho nessuna stima invece per il Tremonti ministro, politico e intellettuale, e non c’è dubbio che se l’Italia fosse un paese normale avrebbe dovuto dimettersi da tempo.

In passato ha collaborato con Giovanni Minoli per Mixer. Com’è stato lavorare con lui?È stato il mio inizio, quindi a lui va tutta la mia riconoscenza per aver avuto fiducia in me. Quando si comincia c’è sempre molto entusiasmo, magari i risultati però non sono all’altezza; serve tempo per maturare un’esperienza. Minoli mi ha dato la possibilità di individuare la mia strada e il suo contenitore era il luogo più adatto. Era sempre molto produttivo confrontarsi con lui.

Marco Guidi, giornalista e inviato di guerra del Messaggero, nonché suo amico, ha raccontato, nella trasmissione radiofonica ‘Un Giorno Speciale’ con la quale collabora, che durante la guerra dei Balcani lei percorse alcune zone di guerra dentro ad un carro armato, noncurante del pericolo, e che il mezzo sarebbe potuto esplodere improvvisamente. Si ricorda di quell’episodio?
Rammento tutto, perché fu la mia prima esperienza “dentro” ad una guerra, forse la più atroce degli ultimi decenni. Fu uno shock. Accadde durante il conflitto serbo croato. L’episodio al quale Guidi fa riferimento è quello in cui ho fatto un tragitto dentro ad un trasporto-truppe in una zona assediata, insieme a dei prigionieri ,ed ero terrorizzata perché pensavo che quel carro potesse essere colpito in un qualunque momento e finire tutti quanti arrosto, come avevo visto accadere la sera precedente .

Dalla tesi di laurea in storia del cinema ad inviata di guerra impavida sino al giornalismo d’inchiesta. Che cosa hanno in comune queste fasi della sua vita?
Nulla. Una fase si era chiusa e altre si erano aperte…spesso per caso.

Nella sua biografia si legge: ‘introduce il video giornalismo in Italia’. Come capì che il futuro del giornalismo televisivo, anche in Italia, sarebbe stato quello di auto filmare i propri servizi ?
Ho iniziato a realizzare i miei servizi da sola, perché era l’unica possibilità che avevo di lavorare: costava poco e rendeva molto. Siccome all’epoca ero l’unica a lavorare così, ho cominciato a teorizzare il metodo; poi la tecnologia, sempre più piccola e sofisticata ha fatto il resto. Non ho mai inventato nulla, mi sono sempre data da fare con quel che avevo a disposizione, tenendo le antenne dritte. Che è poi quel che bisogna fare quando non rappresenti altro che te stesso e devi ancora dimostrare se vali qualcosa.

Il giornalismo d’inchiesta oramai è sinonimo di Report e Milena Gabanelli ?
Il giornalismo d’inchiesta è nato ben prima di me e di Report. Io e i miei colleghi abbiamo solo cercato di riproporre un genere nel modo più tradizionale e classico, con la novità del metodo di lavoro.

Lei è una giornalista free-lance. È una sua scelta voluta e confermata negli anni?
Io non ho mai scelto di essere free-lance, semplicemente nessuno mi ha mai proposto un’assunzione. Per quel che riguarda la libertà, bhè credo sia uno stato mentale. C’è chi nasce suddito e chi no.

Si è mai sentita vicina a un’ideologia o a un pensiero politico?
Ho degli ideali, legati ad un senso di giustizia, responsabilità, un equilibrato rapporto fra diritti e doveri, ma ideologia no. Credo di non averla mai avuta. Nemmeno a 20 anni…quando erano altri tempi e le ideologie rappresentavano uno schema di identificazione.

Cosa pensa di registi-autori di documentari che fanno anch’essi giornalismo d’inchiesta, mi viene in mente Michael Moore.
Tutto il bene possibile, la cronaca è un’ottima materia narrativa e informativa.

Dopo ‘Report’ è nato un modo nuovo di fare televisione e giornalismo, ma sono cresciuti anche tanti ‘emuli’ .
Se Report è un buon programma e altri lo imitano penso sia un bene. Non sono gelosa di qualcosa di cui peraltro non ho il copyright.

Crede nel futuro del ‘citizen journalism’?
Ritengo che sia un definizione molto mediatica, come dire “paesi emergenti”al posto di “paesi in via di sviluppo”. I mezzi oggi consentono a chiunque di documentare un fatto, e questo dà un contributo importantissimo alla comprensione e alla spiegazione dei fatti, che però hanno bisogno dell’intervento del giornalista, perché il “citizen” da solo non è in grado di farlo.

Una volta in un’intervista Giorgio Fornoni, che lei scoprì durante la sua trasmissione , mi disse che se lei era una giornalista pubblicista, lui di certo non sentiva il bisogno di diventare un ‘giornalista professionista’. Che opinione ha dell’Ordine dei Giornalisti?
Non credo sia fondamentale per esercitare questa professione.

Anni fa, in una lectio magistralis Carl Bernstein disse che quando affronta un’inchiesta parte da un’idea, una piccola ipotesi che nel corso dell’inchiesta stessa può rivelarsi errata, fallace. Le è mai accaduto di partire con un (pre)giudizio e indagando scoprire di essersi sbagliata?
Più che pregiudizio, direi che si parte da un’idea che uno si fa sulla base degli elementi a disposizione, poi strada facendo si scopre che l’idea era inconsistente e allora si molla l’argomento, oppure prende un’altra piega. È successo in diverse occasioni.

Come giudica le nuove generazioni di giornalisti, la ‘mania’ del servizio televisivo un po’ sensazionalistico e trasmissioni ‘alla Iene’?
“Le Iene” è un ottimo programma di denuncia, dissacratorio e a volte comico, è un genere molto seguito dai più giovani, proprio perché più leggero e immediato, quindi svolge benissimo la sua funzione. Il sensazionalismo è tutto quello che si traveste di sicumera e appartiene più al genere talk.

Se le cito i nomi di Maria Grazia Cutuli e Ilaria Alpi, in che modo mi risponde?
Con una lunga lista di nomi, da Giancarlo Siani a Mario Francese. La passione, quella vera, è una vocazione e spesso ti impedisce di valutare la portata di un pericolo o di una minaccia.

Cosa ne pensa della neodirezione di Paolo Ruffini a La7?
Che una storia si conclude e un’altra si apre. Farà sicuramente bene.

C’è qualche politico che stima?
Sicuramente dentro a tutti i partiti ci sono politici per bene, ma credo che pochi li conoscano

“Curiosità, impegno morale altissimo voglia di partecipare al cambiamento” in un’intervista ad alcuni studenti afferma che queste sono le doti principali che dovrebbe avere un giornalista investigativo. In Italia possono bastare?
Da nessuna parte nel mondo le caratteristiche individuali sono sufficienti, ci vuole anche una testata che ospiti il tuo lavoro. La differenza è che in Italia il merito non è un requisito sempre richiesto.

Ha mai avuto il timore di esser stata ‘approssimativa’ in merito ad una questione affrontata nel suo programma?
Quasi su ogni puntata. C’è sempre un aspetto, anche se marginale, sul quale cala il dubbio di non essere stati abbastanza scrupolosi.

Se un giovane giornalista le chiedesse di poter collaborare con lei, quali requisiti dovrebbe avere e cosa gli richiederebbe per ‘Report’?
Esperienza d’inchiesta tv di lungo minutaggio, competenze tecniche che gli permettono di essere autonomo nella realizzazione. Per questo proprio giovane non può essere

Quali sono le priorità nella vita di Milena Gabanelli?
Le stesse che hanno le persone normali: i figli, la famiglia. Con l’aggiunta che, avendo un incarico di responsabilità, devo fare tutto ciò che posso per non disattendere le aspettative e mantenere gli impegni. Questo significa che il lavoro entra, senza sosta, nella quotidianità .

Advertisements
This entry was posted in Il Futurista. Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s