Intervista ad Alessandro Cecchi Paone

Intervista ad Alessandro Cecchi Paone
pubblicata nell’ottobre 2010 da Impero Romanista e Città Celeste-

Tempo fa, in un’intervista pubblicata da “ Il Giornale”, affermava che uno dei suoi desideri
per i suoi cinquant’anni era quello di trovare il grande amore. È riuscito nell’intento?

No, purtroppo lo cerco ancora.

Nel 2004 ha dichiarato di amare gli uomini. Prima di allora è stato sposato con una donna spagnola dalla quale , in seguito, ha divorziato. Crede ancora nel matrimonio?Certo, quando incontrerò l’uomo giusto mi risposerò. Dovrò solo scegliere il Paese che me lo consentirà. Potrebbe essere la Spagna, dove c’è la mia ex moglie, che lei ricordava, con la quale sono rimasto in ottimi rapporti e che vorrebbe farmi da testimone di nozze. Altrimenti anche l’Australia, dove vivono due cari amici che si sono prenotati per essere testimoni dell’ evento.

Recentemente lei ha parlato di un grosso tabù: l’omosessualità presente nel mondo del calcio. Le sue affermazioni hanno suscitato un certo clamore.L’idea che il calcio italiano sia una sfera ‘intoccabile’ nella quale i calciatori siano degli sciupafemmine è un’idea basata su una profonda ignoranza e molta ipocrisia. Nel mondo antico greco, romano e arabo erano presenti numerosissimi atleti, strateghi e imperatori omosessuali e bisessuali. Inoltre, all’estero ci sono squadre di rugby e di calcio presso le quali giocano atleti gay. Il calcio italiano è un mondo caratterizzato da una forte componente retriva. Un ambiente pieno di intolleranza di vario genere, compresi i cori razzisti. Inoltre, un calciatore omosessuale che deve nascondersi, vive male la sua condizione e, di conseguenza, agonisticamente rende di meno.

Si è molto discusso sull’identità mai svelata del calciatore con il quale ha dichiarato di aver avuto una storia d’amore. Per caso gioca nella Lazio o nella Roma?Ci darebbe un indizio? Le confermo che si tratta di un calciatore molto famoso che gioca in una squadra di serie A. Altro non posso dire per una questione di rispetto nei suoi confronti. Dovrebbe rivelarlo lui stesso, troverebbe un po’ di serenità e servirebbe da esempio al calcio italiano.

Molti sostengono che lei si sia fatto pubblicità dichiarando la sua omosessualità e parlando di quella di altri personaggi pubblici. Ho visto troppi giovani stare male, spesso si sentono come se fossero dei ‘malati’, delle persone pericolose. La società ha inoculato in loro un grave senso di colpa. Da sei anni in qua, combatto ogni giorno contro tutto questo esponendomi in prima persona.

Divulgatore scientifico, professore universitario, uomo di spettacolo, portavoce dei diritti degli omosessuali, direttore del settimanale “Sì”. In quale di queste sue attività si riconosce maggiormente?Sicuramente mi sento di più un divulgatore scientifico, perché per me la scienza è sinonimo di libertà ed è un valore unico, insostituibile. Con la scienza possiamo progredire, essere felici, curare i mali, invecchiare meglio, essere liberi senza distinzioni di sesso, etnia, religione. Grazie alla scienza possiamo ‘scegliere’.

MARIAGLORIA FONTANA

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